Pubblicato da Pittella Giovanni lunedì 1 febbraio 2010
MERCATI FINANZIARI: LA SFIDA DEL PARLAMENTO VERSO GLI STATI UE

Quando a Bruxelles si discute di mercati finanziari, di come garantire una maggiore stabilità del settore ed una vigilanza degna di questo nome dopo lo schiaffo subito dalla crisi mondiale, i governi europei, da una parte lanciano proclami ambiziosi promettendo riforme migliorative, ma dall'altra, al momento di impegnarsi ad un ormai ineludibile processo di comunitarizzazione della supervisione europea, appaiono intimoriti e lavorano perché ciò non accada cosi tanto in fretta.
Lo abbiamo visto con l'accordo raggiunto recentemente dal Consiglio Ecofin in materia di supervisione. Un testo che riduce di molto la portata e le ambizioni dell'originaria proposta della Commissione.
E le conclusioni della conferenza organizzata questa settimana dal Parlamento europeo sulla vigilanza dei mercati, alla presenza tra gli altri del professor Jacques De Larosière, e del Presidente del Financal Stability Board Mario Draghi, rafforzano questa convinzione.
Per rendere il sistema finanziario sicuro e, utilizzando le parole dello stesso Draghi, maggiormente resistente alle crisi, é necessario che il Parlamento nel suo ruolo di codecisore reintroduca alcuni elementi qualificanti, presenti nell'originaria proposta della Commissione, e successivamente eliminati dal Consiglio.
Bisogna, per quanto possibile, puntare ad una regolamentazione comune che riduca lo spazio di discrezionalità da parte delle autorità nazionali a vantaggio di quelle europee. La conferenza ha dimostrato come, in materia di vigilanza dei mercati, anche se su aspetti importanti non si sia avanzato quanto sarebbe apparso desiderabile, le proposte presentate dalla Commissione europea contengono importanti progressi rispetto alla situazione attuale che non vanno sottovalutati.
Adesso starà al Parlamento europeo, nel suo ruolo di codecisiore, recuperare i passi indietro fatti dal Consiglio. Il nostro obiettivo deve essere uno: preservare i poteri attribuiti alle nuove autorità europee competenti per la vigilanza dei mercati.
Gianni Pittella
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