Pubblicato da Serracchiani Debora lunedì 21 giugno 2010
CORRIDOIO BALTICO-ADRIATICO: UNA VITTORIA STRATEGICA

di Debora Serracchiani. “Il rischio di rimanere a mani vuote c’era, quando a Bruxelles si é superata la prima prova in commissione trasporti e il tracciato del corridoio Baltico Adriatico é rimasto in Italia, sulle direttrici verso Trieste e verso Bologna e Ravenna”. Lo aveva dichiarato l’europarlamentare del PD Debora Serracchiani, dopo il voto che si era tenuto alla commissione Trasporti e turismo sulla rete ferroviaria europea per il trasporto merci. Non dobbiamo, infatti, dimenticare l’attivissima competizione della Slovenia la quale, con un emendamento orale presentato all’ultimo momento dalla collega Tanja Fajon, si è assicurata l’inserimento di un prolungamento del Corridoio fino a Capodistria”. “Ribadisco la necessità – aveva concluso Serracchiani – che su una partita di questo rilievo l’Italia esprima il massimo impegno a tutti i livelli, perché questo è quello che faranno gli altri Paesi”.
Il regolamento contiene nell’allegato il tracciato del corridoio Baltico-Adriatico, e comprende l’importantissima diramazione Vienna - Klagenfurt – Udine – Venise/Trieste/Bologna/Ravenna, il cui rilievo strategico è stato sottolineato da tutti gli operatori della logistica e da tutti gli attori istituzionali. Assieme alle altre grandi progettualità viarie e portuali che sono aperte sull’Adriatico, questo corridoio offre la possibilità di intercettare grandi flussi di traffico provenienti dalle regioni russe e dall'area asiatica, che oggi si indirizzano soprattutto verso i porti tedeschi del Mar del Nord e della Finlandia, e di incanalarli verso gli scali baltici e adriatici.
“Assieme ai colleghi Antonio Cancian e Carlo Fidanza – aveva ricordato Serracchiani - siamo da mesi al lavoro perché il nordest abbia questa infrastruttura essenziale. Considero perciò un risultato importante il voto positivo della commissione trasporti all’emendamento che prevede siano conservate le diramazioni del Corridoio Baltico Adriatico verso i porti di Trieste e Monfalcone e verso Venezia, Bologna e Ravenna”.
Ma, il lavoro non era per niente finito, perché c'era da verificare il voto in plenaria che si é tenuto lo scorso 15 giugno. E anche qui i giochi si sono riaperti. Il gruppo dei Verdi, infatti, ha presentato, in plenaria, un emendamento (annesso I, corridoio 3) secondo cui il collegamento fra Italia e Germania sarebbe dovuto passare attraverso il San Gottardo anziché attraverso il Brennero. Questo emendamento é stato fortunatamente respinto. E anche questa battaglia é stata vinta!
Debora Serracchiani
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Gentile Debora, è possibile leggere i documenti a cui fai riferimento? In tal caso potresti cortesemente pubblicare il testo o relativo link di riferimento? Grazie, Brunella
Cara Debora, leggendo il pezzo sul corridoio Baltico Adriatico, si ha la percezione che le dinamiche che conducono alle decisioni, siano alimentate da spinte campanilistiche. Chi vuole deviare il percorso verso est, chi verso ovest, chi a destra chi a sinistra. Spero che le motivazioni che ci sono dietro alle proposte siano più nobili del puro opportunismo localistico. Mi chiedo per esempio: la proposta del gruppo dei Verdi era seriamente motivata? E se si, la "fortunata", coma la chiami tu, azione di contrasto, va ritenuta una vittoria? Alessandro Archetti