Pubblicato da Costa Silvia martedì 25 maggio 2010

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Per uscire dalla crisi necessario rafforzare le politiche nel triangolo della conoscenza

Per uscire dalla crisi necessario rafforzare le politiche nel triangolo della conoscenza

di Silvia Costa -

All’avvio della strategia di Lisbona e alla vigilia della strategia Europa 2020, in piena crisi economica, ma anche sociale ed occupazionale, sappiamo che non si esce da questa crisi, non si gettano le basi per una nuova crescita sostenibile e una nuova coesione sociale, se non si rafforzano i meccanismi e gli strumenti dell’Unione Europea per sostenere le politiche nel triangolo della conoscenza: l’istruzione, la formazione e la ricerca.

La Commissione Europea ha affermato che rispetto a questo obiettivo alcuni governi europei stanno lavorando bene, altri un po’ meno. Per non cadere nei limiti rivelati dalla strategia di Lisbona, la Commissione credo debba rafforzare su questo piano il metodo aperto di coordinamento con gli Stati membri, prevedere incentivi e sanzioni nel Fondo sociale europeo, monitorare i risultati.

Come ho avuto modo di ribadire in aula a Strasburgo durante i lavori della seduta plenaria del Parlamento Europeo della settimana scorsa, nel corso dibattito sulla risoluzione relativa alla strategia UE 2020 per la crescita e lo sviluppo, non penso che possa essere coerente che governi, come anche quello italiano, taglino in tre anni otto miliardi di euro nell’istruzione e nell’università senza poi redistribuirli in questi ambiti, pur avendo noi in Italia il 19 per cento di dispersione scolastica ed il 25 per cento di disoccupazione giovanile.

Ritengo opportuno inoltre che la Commissione guidata da Barroso predisponga il rafforzamento giuridico della direttiva 36 del 2005 per agevolare il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali tra gli Stati membri. Secondo il rapporto del professor Mario Monti, consegnato proprio nei giorni scorsi alla Commissione Europea, meno del tre per cento dei lavoratori europei lavora in un altro Stato membro ed una delle ragioni di questo sembra essere proprio il difficile riconoscimento delle qualifiche professionali.

Silvia Costa

 

Commenti

user   Nicola Sgro | martedì 25 maggio 2010 ore 13.08.16

Cara Silvia, all'ovvio sincero e sentito apprezzamento per il tuo impegno a favore dei giovani , mi permetterei di aggiungere una riflessione non del tutto disinteressata. Riterrei che per uscire dalla crisi ( che non è solo economico-finanziaria) si dovrfebbe dare più fiducia ai giovani, fiducia nel futuro e maggiori certezze sulla stabilità del posto di lavoro. Soltanto se ridurremo il tasso di disoccupazione e riusciremo a debellare la piaga sociale del lavoro precario, credo - e spero-, il nostro Paese potrà superare la fase di stallo che lo affligge. Sono padre di tre figli e mi ritengo fortunato perchè la famiglia si è potuta permettere il lusso di far loro conseguire una laurea ed indirizzarli utilmente nel mondo del lavoro. Certo, si tratta di lavoro precario che non dà ai giovani alcuna sicurezza nel domani. Ebbene, la ragazza(26 anni , licenziata ed assunta ogni re mesi : ha già cambiato 4 diversi posti di lavoro) ha incontrato un coetaneo con il quale vorrebbe instaurare un rapporto stabile. Ovviamente l'incertezza del domani non permette ai due giovani di fare progetti: non si considerano nemmeno fidanzati e parlare di matrimonio sarebbe pura follia...con quel che ci atttende dietro l'angolo.Per fortuna, al momento i due fratelli ( rispettivamente 34 3 29 anni) non hanno problemi...sentimentali ( ma sarebbe ora che pensassero a darci la gioia di coccolare i nipotini !) assorbiliti, come tutti i loro coetanei, nella affannosa ricerca dell'ubi consistam. Riflessioni di una padre che continua a sperare . Grazie per l'attenzione e per qwuanto farai. Cordialmente. Nicola Sgro

user   Nicola Sgro | martedì 25 maggio 2010 ore 13.07.04

Cara Silvia, all'ovvio sincero e sentito apprezzamento per il tuo impegno a favore dei giovani , mi permetterei di aggiungere una riflessione non del tutto disinteressata. Riterrei che per uscire dalla crisi ( che non è solo economico-finanziaria) si dovrfebbe dare più fiducia ai giovani, fiducia nel futuro e maggiori certezze sulla stabilità del posto di lavoro. Soltanto se ridurremo il tasso di disoccupazione e riusciremo a debellare la piaga sociale del lavoro precario, credo - e spero-, il nostro Paese potrà superare la fase di stallo che lo affligge. Sono padre di tre figli e mi ritengo fortunato perchè la famiglia si è potuta permettere il lusso di far loro conseguire una laurea ed indirizzarli utilmente nel mondo del lavoro. Certo, si tratta di lavoro precario che non dà ai giovani alcuna sicurezza nel domani. Ebbene, la ragazza(26 anni , licenziata ed assunta ogni re mesi : ha già cambiato 4 diversi posti di lavoro) ha incontrato un coetaneo con il quale vorrebbe instaurare un rapporto stabile. Ovviamente l'incertezza del domani non permette ai due giovani di fare progetti: non si considerano nemmeno fidanzati e parlare di matrimonio sarebbe pura follia...con quel che ci atttende dietro l'angolo.Per fortuna, al momento i due fratelli ( rispettivamente 34 3 29 anni) non hanno problemi...sentimentali ( ma sarebbe ora che pensassero a darci la gioia di coccolare i nipotini !) assorbiliti, come tutti i loro coetanei, nella affannosa ricerca dell'ubi consistam. Riflessioni di una padre che continua a sperare . Grazie per l'attenzione e per qwuanto farai. Cordialmente. Nicola Sgro

user   Nicola Sgro | martedì 25 maggio 2010 ore 13.04.48

Cara Silvia, all'ovvio sincero e sentito apprezzamento per il tuo impegno a favore dei giovani , mi permetterei di aggiungere una riflessione non del tutto disinteressata. Riterrei che per uscire dalla crisi ( che non è solo economico-finanziaria) si dovrfebbe dare più fiducia ai giovani, fiducia nel futuro e maggiori certezze sulla stabilità del posto di lavoro. Soltanto se ridurremo il tasso di disoccupazione e riusciremo a debellare la piaga sociale del lavoro precario, credo - e spero-, il nostro Paese potrà superare la fase di stallo che lo affligge. Sono padre di tre figli e mi ritengo fortunato perchè la famiglia si è potuta permettere il lusso di far loro conseguire una laurea ed indirizzarli utilmente nel mondo del lavoro. Certo, si tratta di lavoro precario che non dà ai giovani alcuna sicurezza nel domani. Ebbene, la ragazza(26 anni , licenziata ed assunta ogni re mesi : ha già cambiato 4 diversi posti di lavoro) ha incontrato un coetaneo con il quale vorrebbe instaurare un rapporto stabile. Ovviamente l'incertezza del domani non permette ai due giovani di fare progetti: non si considerano nemmeno fidanzati e parlare di matrimonio sarebbe pura follia...con quel che ci atttende dietro l'angolo.Per fortuna, al momento i due fratelli ( rispettivamente 34 3 29 anni) non hanno problemi...sentimentali ( ma sarebbe ora che pensassero a darci la gioia di coccolare i nipotini !) assorbiliti, come tutti i loro coetanei, nella affannosa ricerca dell'ubi consistam. Riflessioni di una padre che continua a sperare . Grazie per l'attenzione e per qwuanto farai. Cordialmente. Nicola Sgro

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