Pubblicato da Costa Silvia martedì 18 maggio 2010
RAI - SERVE PIU' EUROPA IN TV

Più Europa nel Servizio pubblico radiotelevisivo italiano. E' questa la proposta che, insieme a David Sassoli, Andrea Cozzolino e Gianluca Susta, ho indicato con significativi emendamenti al testo del contratto di servizio tra il Governo e la Rai, attualmente in discussione in Commissione vigilanza dei servizi radiotelevisivi del Parlamento.
Sono ancora troppo pochi e marginali gli spazi riservati dalla Rai all'attività delle istituzioni comunitarie e alle tematiche europee, rare le opportunità offerte dalla televisione pubblica per ottenere adeguate informazioni e approfondimenti che possano davvero rafforzare il senso di appartenenza e di cittadinanza europea, inserita ormai a pieno titolo nella nuova Costituzione della Unione, ovvero il Trattato di Lisbona. Nella lettera che abbiamo inviato al Presidente della Commissione Vigilanza, Sergio Zavoli, ricordiamo proprio l'importanza di una informazione e programmazione del Servizio pubblico che sia meno provinciale, in grado di raccontare l'Europa, la sua storia e la sua cultura alle nuove generazioni, ma anche dare adeguato spazio alle istituzioni europee, prima di tutto ad un Parlamento eletto da quasi cinquecento milioni di cittadini.
Molti dei nostri emendamenti sono stati fatti propri dal capogruppo del PD in Commissione vigilanza On. Fabrizio Morri e da altri parlamentari.
Mi auguro che il Parlamento e il Governo italiano vogliano inaugurare una nuova stagione nella comunicazione radiotelevisiva, a 60 anni dall'avvio della costruzione della Comunità europea e a poco più di 50 anni dalla nascita della televisione italiana, anche in omaggio a quei politici, intellettuali e artisti che seppero allora aprire una nuova epoca e una nuova visione al comune destino europeo di libertà, democrazia e pace, dopo la tragedia del totalitarismo e della guerra.
E' la prima iniziativa che prendiamo in questo campo, in sintonia con quanto stabilito dal Trattato di Lisbona per un più organico collegamento tra i Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo.
Silvia Costa
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Plaudo all'iniziativa particolarmente opportuna in quanto mi sembra che il servizio televisivo stia andando rapidamente alla deriva.
Un plauso sincero all'on. Silvia Costa Colgo l'occasione per avanzare una proposta più incisiva. Secondo me ogni rete nazionale (e analogamente i giornali) dovrebbe essere obbligata a tenere almeno un telegiornale quotidiano ripartito in cronache intenazionali, cronache europee e cronache nazioanali; Ogni rete dovrebbe avere anche nel fine settimana un programa esplicitamente dedicato all'Europa. Grazie
Finalmente! Dovrebbe essere un obbligo per la TV pubblica informare, approfondire e stimolare la riflessione su temi, politiche e legislazioni che toccano più dell'80% della vita dei cittadini/e. L'altro settore fondamentale è l'istruzione pubblica, dove il ritardo accumulato sulle tematiche europee è enorme! Bisogna insistere, insistere, insistere! Buon lavoro.
Era davvero ora!!
Sono molto d'accordo e per diversi motivi: 1- viviamo in Europa, ma la UE sembra avere solo interessi economici per noi, mentre moltissimi sono gli atti e i documenti programmatici, le direttive e i regolamenti disattesi, anche perchè non conoscendoli, i cittadini non possono farsi un idea ed eventualmente premere, incidere sull'apparato politico, che suppongo spesso altrettanto ingnorante in merito 2- è molto interessante conoscere l'opinione degli altri paesi sull'Italia - dibattiti, riassunti di quotidiani europei che tanto parlano dell'italia - spesso ne sanno più di noi in merito a quanto succede nel nostro paese 3- sarebbe interessante anche per iragazzi delle scuole, seguire i lavori del Parlamento europeo - forse riusciremmo a crescere e ad imparare a discutere in modo corretto e proficuo, in particolare tematiche AMBIENTE; Energia, Lavoro, Trasporti, Bandi finanziari...