Pubblicato da Berlinguer Luigi lunedì 10 maggio 2010
PROCESSO DI BOLOGNA: UNIVERSITA' E FORMAZIONE AL CENTRO DELLA RIPRESA

Quale futuro per la cooperazione universitaria e come procedere con il cammino delle riforme all'interno degli atenei in Europa? Se ne è discusso questa settimana a Bruxelles in un seminario promosso dal Gruppo dei Socialisti e Democratici.
Sono passati dieci anni dal lancio del Processo di Bologna, il complesso di riforme - in Italia meglio noto come "tre più due" - che ha modificato profondamente la struttura curricolare ed organizzativa delle università di tutta Europa. Pochi mesi fa i ministri dei 46 Paesi aderenti al Processo si sono riuniti per celebrare il decennale del lancio della cooperazione interuniversitaria e per ribadire l'importanza e l'irreversibilità delle riforme avviate. Indietro non si torna. Certamente ci sono stati punti di maggiore difficoltà né sono mancate voci critiche nei confronti dei cambiamenti realizzati. Dobbiamo però riconoscere gli importanti risultati conseguiti e da lì tracciare la strada per rilanciare e migliorare il processo di riforme. Oggi più della metà dei giovani europei si laurea: in pochi anni siamo passati da un'impostazione ancora elitaria a un sistema universitario finalmente di massa. Diffondere ed allargare la qualificazione e la formazione è uno dei prerequisiti della società della conoscenza. Tutto questo non deve però andare a discapito della qualità. E' su questo fronte che occorre lavorare: alzare il livello dei curricula, degli insegnamenti, eliminare ogni possibile contraddizione nel riconoscimento dei titoli ottenuti all'estero, promuovere degli standard di qualità da monitorare e valutare periodicamente. Il Processo di Bologna ha anche avuto un importante impatto sull'organizzazione interna ai singoli atenei: anche su questo occorre lavorare per rendere il processo decisionale delle università sempre più trasparente e partecipato, aperto al contributo e al coinvolgimento degli studenti, del mondo non accademico, delle reti e delle organizzazione attive in tutta Europa.
Siamo alla vigilia della definizione dei nuovi importanti obiettivi strategici dell'UE per la crescita e lo sviluppo. Lasciano una certa inquietudine i tagli di bilancio che, giorno dopo giorno, vanno a colpire gli investimenti destinati alla formazione. Non si possono fare riforme così ambiziose con poche risorse. Anche questo sarà un altro campo di battaglia per i progressisti europei nel delineare le priorità per rendere l'Europa sempre più coesa, equa e competitiva.
Luigi Berlinguer
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Caro Luigi, d'accordo con tutto quello che dici; mi sa tanto che rimarranno tutte chiacchiere perchè di questi argomenti si parla da tempo immemore e non appare all'orizzonte alcunchè di concreto. I bei progetti lasciano, purtroppo, il tempo che trovano. Se i nostri interlocutori politici rimarrano quelli che sono adesso(e mi riferisco all'Italia) il tuo progetto rimarrà come l'ennesimo capitolo del libro dei sogni. Fraternamente Nicola Sgrò