Pubblicato da Milana Guido lunedì 10 maggio 2010
RISOLUZIONE ONU/SAHARAWI: DOV'E' L'UNIONE EUROPEA?
L'Europarlamentare Guido Milana sulla risoluzione Onu n.1920 del 30 aprile
"Non dà nessuna garanzia di protezione per i diritti umani
al popolo Saharawi. Mi chiedo dove sia l'Unione europea?"
Dichiarazione dell'Europarlamentare Pd, Guido Milana, sulla delicata
situazione dei Saharawi alla luce dell'ultima risoluzione Onu che
affronta la questione dell'autodeterminazione del popolo Saharawi
rispetto al Marocco:
"È una storia lunga quasi quarant'anni quella dell'occupazione del
Sahara occidentale da parte del Marocco. Una storia sanguinosa, che si
consuma da troppo tempo tra le sofferenze di un popolo, i saharawi, a
cui vengono negati anche i più elementari diritti - come quello
all'autodeterminazione è di fronte ad una sorta di cieca indifferenza
della comunità internazionale, delle Nazioni Unite in primis, ma anche
dell'Unione europea. Un'indifferenza che sembra progressivamente
assumere i connotati dell'ostinazione. Come spiegare, altrimenti, la
Risoluzione n. 1920, votata lo scorso 30 aprile dal Consiglio di
Sicurezza. Si parla infatti di una decisione che, nel prorogare di un
altro anno la missione Minurso - la missione dei caschi blu per
l'organizzazione di un referendum di autodeterminazione, tanto più
onerosa quanto poco efficace e che soprattutto non ha un mandato
esplicito per la protezione dei diritti umani -, continua di fatto a
negare la protezione dei diritti umani ai saharawi e, contestualmente,
mette a nudo l'impotenza dell'ONU nei confronti del Marocco.
Preoccupa, in tale contesto, la posizione di assoluta passività
dell'Unione europea. Di quella Ue che, pur ribadendo a gran voce la
propria volontà di intensificare e migliorare le relazioni
euromediterranee, si dimostra sostanzialmente disinteressata alla
rapida soluzione di una tra le più spinose conflittualità che
attraversano la sponda sud del 'Mare Nostrum'. Un'Europa troppo spesso
sorda nei confronti delle diverse denunce delle Ong internazionali,
nonché delle disperate rivendicazioni dei propri diritti da parte
degli attivisti della RASD (la Repubblica Araba Democratica Saharawi),
alcuni dei quali, come si ricorderà, di recente avevano tentato anche
la carta dello sciopero della fame pur di ricevere una qualche forma
di ascolto effettivo da parte della comunità internazionale.
Ciò che stupisce, ad onor del vero, è il fatto che, sebbene il
Rapporto sul Sahara Occidentale del Segretario generale dell?ONU, Ban
Ki-moon, faccia apertamente riferimento alla violazione dei diritti
umani in quel territorio, ad oggi non sia stata avanzata alcuna
proposta concreta di risoluzione del problema, né da parte delle
Nazioni Unite, né, tanto meno, dell'Unione europea. Al contrario,
sembra quasi che i 15 firmatari della Risoluzione abbiano liquidato la
questione dell'assunzione di responsabilità con l'invito rivolto alle
parti a proseguire i negoziati ?in vista del raggiungimento di una
soluzione politica giusta, durevole e reciprocamente accettabile che
conduca all?autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale?.
Insomma, il documento, anche in questo caso, non va oltre qualche pur
apprezzabile dichiarazione di intento - come l'affermazione del
rappresentante francese circa l?inaccettabilità di un'ulteriore
proroga dello status quo - e diversi incoraggiamenti a rafforzare il
dialogo, la volontà politica e lo spirito di compromesso. Decisamente
poco considerando che in gioco c?è la dignità di un popolo! Fin troppo
stridente, peraltro, l'assenza di rimandi alla questione della
salvaguardia dei diritti umani quale elemento imprescindibile del
negoziato tra Fronte Polisario e Marocco. E ancor più inspiegabile, se
è possibile, la passività dell'Europa, costruita proprio su quei
principi di solidarietà e di rispetto dei diritti fondamentali
dell'uomo che vengono ripetutamente e colpevolmente calpestati nel
Sahara occidentale.
Il diritto ad un futuro di umanità e di dignità è un diritto
universale. Ma i saharawi, questo, ancora non lo sanno".
On. Guido Milana
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preoccupa la passivita dell europa dice l on milana ed ha ragione. questa europa cosi solerte ad occuparsi di paesi lontani es. come cuba e cosi passiva verso popoli vicini come i saharaui. e un caso ? no perche l europa segue molto spesso cio che va di moda e molto attenta a no disturbare i governi del marocco della spagna e altri. fa bene il pd a continuare nella battaglia per la liberta del popolo saharaui.
On. Guido Milana trascura che la Comunità internazionale sostiene gli sforzi del Marocco per l'autonomia locale del Sahara e che l'ONU definisce la piattaforma marocchina seria e credibile. On. Milana trascura che i diritti dell'essere umano si calpestano ogni minuto sul territorio algerino nei campi di Tindouf e Lahmada. Guai a chi canta diversamente del canto dell'Algeria e della direzione separatista di Tindouf. On. Milana, dovrebbe sostenere, almeno, gli appelli del mondo per organizzare un censimento della popolazione sequestrata a Tindouf. Visto che l'unica sulla terra che non ha un registro riconosciuto. Suggerirai anche di riflettere se sia normale di mantenere una popolazione per 35 anni in un territorio straniero senza che le leggi del paese “ospitante” non si applicano e che lo stesso Stato non assuma la sua responsabilità davanti alle convenzioni internazionali, in particolare, quelle relative ai rifugiati, come i diritti di lavoro, studio, circolazione, scelta di rimanere o ritornare in patria o di spostarsi in un Stato terzo... Inoltre, On. Milana, forse, ignora che la più alta partecipazione alle elezioni legislative e locali in Marocco é stata registrata proprio in Sahara, in cui il partito socialista USFP, amico del PD ha avuto un largo successo. Vorrei apportare all'On. Che malgrado i pericoli, nell'ultimi 4 mesi, più di 1000 persone sono ritornati dai campi di Tindouf verso il sud del Marocco a Laayoune, Dakhla... e la fuga continua continua ancora... Infine, suggerisco, anzi, invito l'On. di consultare i compagni dell'USFP e di visitare il Sahara....
Queste note sembrano ignorare completamente quelle di Panzieri su UE/MAROCCO: UN PARTENARIATO PIU' FORTE apparse sempre su queste pagine lunedì 10 maggio. A prima vista sembrerebbe che non ci sia molta comunicazione neanche fra di voi ... carlo lariccia