Pubblicato da Cozzolino Andrea martedì 13 aprile 2010
BILANCIO UE E TRATTATO DI LISBONA TRA MODIFICHE TECNICHE E REVISIONE STRATEGICA

Il Trattato di Lisbona entrato in vigore nel dicembre 2009 ha richiesto un aggiornamento delle attuali regole finanziarie dell'Unione Europea. I suoi bilanci sono basati su un quadro finanziario pluriennale concordato tra il Parlamento europeo, Consiglio e Commissione tramite un accordo interistituzionale. Il quadro finanziario fissa l'importo massimo per gli impegni di spesa annuale per i diversi settori di intervento ("rubriche") e un massimale globale annuo per i pagamenti.
La discussione di queste settimane riguarda un pacchetto di tre proposte avanzate dalla Commissione Europea che include innanzitutto un nuovo regolamento del quadro finanziario pluriennale per gli anni 2007/2013, che sostituirà l'attuale accordo interistituzionale, dando così al bilancio pluriennale valore giuridico, senza tuttavia modificare gli importi già concordati.
Il pacchetto prevede poi una modifica del regolamento finanziario che serve ad adeguarlo alle nuove procedure di bilancio introdotte dal Trattato e una nuova proposta di accordo tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la nuova Commissione sulla cooperazione in materia di bilancio.
Come si vede il pacchetto è incentrato sugli aspetti più urgenti e necessari per il buon funzionamento del bilancio dell'Unione europea, e apre la strada ad ulteriori aggiornamenti in itinere, tra cui la definizione del finanziamento del nuovo servizio di azione esterna.
La Commissione Europea ritiene fondamentale una rapida revisione dell'intero pacchetto per assicurare un quadro giuridico stabile all'esecuzione del bilancio in linea con il nuovo Trattato.
Per quanto riguarda la strategia seguita dell'esecutivo UE, Il commissario Lewandowski, in un confronto con la Commissione Bilanci il 7 aprile scorso, ha chiarito che la ratio del pacchetto è di proporre cambiamenti solo nei casi in cui il Trattato lo impone.
Si tratta, ancora una volta, di una logica minimalista, che si limita a disposizioni tecniche in grado di allineare le questioni in materia di bilancio al Trattato. Ma su questa posizione si sta scaldando il dibattito in Parlamento. Infatti, intervenire sul quadro finanziario pluriennale con un nuovo regolamento offrirebbe la possibilità di rivederlo e di compiere scelte più incisive adeguandolo allo scenario attuale, così fortemente segnato dalla crisi.
Si potrebbe dunque andare oltre alle modifiche imposte dal Trattato ovviando all'insufficienza dei fondi previsti per finanziare le spese del 2011 e agli scarsi margini di bilancio su cui l'Ue potrà contare sino al 2013.
Il dibattito è aperto e la linea “minimalista” perseguita da Lewandowski che prevede di incrementare la flessibilità restando comunque nei limiti fissati dal quadro finanziario pluriennale vigente potrebbe non essere condivisa dal Parlamento che ha dalla sua parte il potere di approvare o rifiutare l'intera proposta.
Sugli altri punti del pacchetto c'è invece una maggiore condivisione e non si prevedono conflitti.
Andrea Cozzolino
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